Sacerdote, poeta, musico, educatore, Pietro Edo da Pordenone (1426 ca. - 1504) ha lasciato un’abbondante e variegata produzione artistica che comprende testi poetici, volgarizzamenti, commenti alle sacre scritture, composizioni polifoniche dedicate alla pordenonese Confraternita dei Battuti, trattati d’argomento etico, morale e religioso, nonché svariate scritture a carattere pratico (statuti della Confraternita, libri defunctorum, quaderni d’amministrazione.
Il convegno promosso dall’Accademia San Marco Pordenone e dal Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Udine intende indagare, nei 600 anni dalla nascita, non solo la sua poliedrica figura, ma anche la cultura linguistica e letteraria del suo tempo e dell’ampio contesto geografico, compreso tra Veneto e Friuli, in cui egli visse e operò.
Speciale attenzione sarà indirizzata alle lingue usate dall’Edo (il volgare di impronta sia veneta sia toscana e il latino), ai generi letterari e musicali da lui praticati (il poema di ispirazione dantesca, la lauda, la sacra rappresentazione; il volgarizzamento di testi classici latini; la trattatistica in forma dialogica), a letterati correlati alla sua figura (come G.G. Nadal, G. Camillo, G.F. Fortunio, P. Bembo).
Orari del convegno: giovedì 7 maggio 14.30-18.30, venerdì 8 maggio 9.00-13.00 e 14.00-17.30, sabato 9 maggio 9.00-13.00.